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Lunina e il Superpotere della “Luce Gentile”
C’era una volta una bambina di nome Lunina. Aveva dodici anni e un dono speciale: sapeva chi era. Non nel senso presuntuoso, ma nel senso luminoso. Aveva una mente brillante, occhi attenti e un cuore così grande da farci stare dentro un’intera galassia. A scuola andava d’accordo con tutti, ma fuori… era un’altra storia. Le altre bambine si muovevano a gruppi, come passeri rumorosi: ridevano forte, si facevano selfie, si scambiavano inviti e segreti… solo che raramente chiamavano Lunina. Non perché lei non piacesse o non fosse abbastanza simpatica. Il vero motivo era che lei non faceva giochi di potere e a volte, proprio come di notte la luna piena…
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Dov’è il libretto di istruzioni?
A pensarci, la vita è proprio strana. Nasci, cresci, ti agiti un bel po’, provi a capire qualcosa, sbagli, piangi, ridi, ti fai mille domande… tutto senza alcun libretto di istruzioni. Ma perché non abbiamo certezze? Perché non ci danno almeno un paio di risposte pronte, un paio di “sì” e “no” chiari, di quelli che non si discutono? La mia ipotesi – così ho capito dopo un bel po’ di anni sulle spalle – è che le certezze ci toglierebbero il gusto del viaggio. Farebbe comodo averne, solo che poi tutto diventerebbe anche noioso, prevedibile, statico. Come vedere un film sapendo già la fine. E invece, la vita è…
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CHI HA SPENTO LA LUCE?!
Vi è mai capitato di trovarvi in una stanza e all’improvviso qualcuno, per sbaglio o per farvi uno scherzo, spenge la luce? Come vi sentite? Caso inverso: vi è mai capitato di stare per lungo tempo al buio e quando tornate alla luce questa vi sembra troppo forte e fastidiosa per gli occhi? Sembra una quisquilia, eppure per un attimo si rimane spiazzati, coi sensi in allerta. È la stessa sensazione che si prova quando qualcuno spegne il vostro entusiasmo per una nuova iniziativa, o viceversa quando un vostro amico intraprende qualcosa di nuovo e sentite dentro un senso di fastidio. Che sia per la scelta del colore dei capelli,…
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✨ “Quando mi sono data il permesso” ✨
Un giorno ho sentito qualcosa sbocciarmi dentro.Non ero più solo la brava figlia, la brava amica, la brava persona a cui chiedere sempre aiuto e che cercava spazio negli occhi degli altri.Ero semplicemente io.Per la prima volta, non mi sono ristretta per entrare in un’etichetta.Ho occupato il mio spazio.E lì ho capito:merito di esistere così come sono.
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MATRIX: PARABOLA DI UN RISVEGLIO (da leggere solo dopo aver visto il film!)
La prima volta che vidi Matrix mi resi conto di non averci capito praticamente niente, e lo archiviai con un certo fastidio (non mi piace non capire le cose). La seconda volta cominciai ad apprezzarlo, ma soprattutto mi resi conto che il messaggio contenuto andava al di là della mia percezione cosciente. Da allora, quando mi capita di rivederlo mi stupisco di trovarci sempre qualcosa di nuovo che non avevo notato prima. Oggi cercherò di analizzarlo, mettetevi comodi con bibita e pop corn che inizia il film! Matrix è la metafora del risveglio dell’Uomo. All’inizio del film, Neo sente che c’è “qualcosa di più” oltre alla sua vita ordinaria. Quante…
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Chi trova un daimon trova un tesoro
Hai già incontrato il tuo daimon? – Aristotele, vocazione e il mistero del tuo scopo nella vita Immagina che dentro di te ci sia una guida silenziosa. Non un navigatore GPS che dice “gira a destra dopo l’ultimo fallimento sentimentale o lavorativo”, ma una vocina nella tua testa, un’energia, una scintilla… una specie di grillo parlante greco antico. Quella voce è il tuo daimon. E no, non è un demone cattivo. È la tua essenza più vera, quella che ti spinge a essere te stesso al massimo livello possibile. Il daimon, secondo gli antichi Il concetto di daimon nasce nella Grecia classica, e ne parlano in tanti. Socrate diceva di…